Albert Einstein, insieme a Jim Morrison e Osho è tra le persone citate più a sproposito della storia.
Le massime di Einstein sono conosciute in lungo e in largo. Pochi però conoscono le risposte che a volte le hanno accompagnate. Ed ecco a voi la storia del “mic drop” di Niels Bohr alla Conferenza di Solvay contro Einstein.
Siamo in Europa, negli anni ‘20 e ‘30 del 900. Un periodo in cui, quando non ci si scontrava in conflitti mondiali, lo si faceva a suon di teorie di meccanica quantistica.
Einstein era scettico riguardo a certi aspetti probabilistici della nascente teoria meccanica quantistica. Tendeva a credere che la natura seguisse leggi deterministiche, a differenza di Bohr.
Bohr infatti accettava l’indeterminazione intrinseca nel comportamento delle particelle subatomiche, sostenendo che le proprietà di una particella non sono definite fino a quando non vengono misurate.
Einstein incalzava con vari esperimenti mentali per sfidare l’interpretazione di Bohr e cercò di blastarlo definitivamente con la nota affermazione:
“ Dio non gioca a dadi con l’universo ”
per esprimere il suo disagio nei confronti dell’indeterminazione della meccanica quantistica – cara a Bohr e ai suoi brò.
Al che, rivolgendosi ad Einstein, Bohr sbroccò:
“ Einstein, smettila di dire a Dio cosa deve fare! ”
Possiamo solo immaginare quale esplosione atomica tale dibattito abbia generato nella sala dove si trovavano questi fisici bestiali.
Quel “mic drop” di Niels Bohr andrebbe ricordato più spesso anche oggi, perché nessuna massima – sia di Einstein, Morrison o Osho – rimanga impunita.
